ABUSIVISMO: TAGLI ED INTERVENTI A DOMICILIO, INSORG [..]

Tagli ed interventi di estetica a…domicilio. Insorgono i parrucchieri ed estetisti di Cna che con una lettera, inviata a tutti i sindaci della provincia di Massa Carrara, sollecitano maggiori controlli. La posticipazione della riapertura dei centri estetici ed acconciatori al prossimo 1 giugno sta generando delle reazioni selvagge. Sono 500 le attività oggi chiuse per effetto del decreto #iorestoacasa. La denuncia porta la firma dei presidenti delle estetiste, Cristina Mazzoni e degli acconciatori, Bruno Papini. Già nelle scorse settimane sempre l’associazione degli artigiani aveva chiesto maggiori controlli dopo alcuni post social di interventi eseguiti a domicilio da parte di presunte estetiste. “Tramite varie segnalazioni – scrivono i due rappresentanti di Cna - siamo venuti a conoscenza del fatto che diversi operatori dei nostri settori, sia regolarmente iscritti che esercenti la professione in modo abusivo, si recano a domicilio dei clienti per effettuare i loro servizi. E’ evidente che ciò, oltre ad essere disdicevole di per sé, diventa in questo periodo ancor più inopportuno se non addirittura pericoloso per sé stessi e per gli altri. Questo problema potrebbe da oggi in poi addirittura accentuarsi a causa delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha indicato come possibile data di apertura delle ns. attività il 1 giugno”. CNA CHIEDE ai sindaci “un pubblico appello” affinché tali sconvenienti condotte cessino sia da parte degli operatori che abusivamente prestano i loro servizi che da parte dei clienti stessi che eventualmente li richiedono, insistendo sul fatto che ciò potrebbe seriamente incentivare ed in maniera esponenziale, il diffondersi del virus”. Cna prosegue: “da parte nostra e del settori che rappresentiamo, c’è la garanzia assoluta che ogni segnalazione relativa a condotte scorrette saranno senza indugio comunicate agli organi competenti”. “E’ necessario – concludono Mazzoni e Papini – dare la possibilità alle imprese di riaprire prima del 1 giugno. Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. Non riusciremo a resistere ancora per molto. La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura”.