AUTOTRASPORTO: #STOPDUMPING PER UNA CONCORRENZA LEA [..]

Allarme concorrenza sleale per gli autotrasportatori apuo-luniginaesi. A lanciare l’allarme è Cna Fita Massa Carrara lancia che chiede al Governo, e alla politica di bloccare il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani. I dati forniti da CNA Fita parlano chiaro, negli ultimi anni l’autotrasporto Italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere. A farne le spese sono state soprattutto le Piccole e Medie Imprese Artigiane dell’autotrasporto che dal 2008 sono diminuite notevolmente alle velocità di una decina di imprese all’anno.

Le imprese di autotrasporto italiane che fino al 2008 avevano un ruolo in Europa in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale (da circa 15.000 milioni di tonnellate di merci trasportate nel 2010 a circa 7.000 milioni del 2016), assistendo anno dopo anno  ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi dell’est emergenti (nel 2007 i trasporti effettuati in Italia da aziende straniere in regime di cabotaggio movimentavano meno di 5.000 milioni di tonnellate di merci; nel 2016 le imprese straniere sono arrivate a movimentare 8.000 milioni di tonnellate).

In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità, si stanno determinando le sorti ed il futuro delle imprese di autotrasporto: per la sopravvivenza delle imprese di un comparto strategico come quello del trasporto e della logistica, è necessario che si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza.

Non intervenire vuol dire mettere l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole.

La nostra Associazione, tra le varie richieste, dice no alla liberalizzazione del cabotaggio stradale ed all’uso illegale e distorto del distacco transnazionale; ritiene essenziale, inoltre, che siano effettuati maggiori controlli per la verifica della regolarità delle operazioni di trasporto internazionale e di cabotaggio.