AUTOTRASPORTO/CARRARA: FITA-CNA, TANTA DISINFORMAZI [..]

Tanta disinformazione nei confronti di un settore che, malgrado la sua evidente mole, stiamo parlando di camion del traporto del marmo in blocchi, continua ad essere tra i più sicuri. Lo dice la statistica: in Italia il numero di morti in incidenti che coinvolgono veicoli oltre le 3,5 tonnellate è sceda dal 2006 del 78% (in Europa del 47%) e questo grazie anche alla tecnologia. A prendere nuovamente posizione è Fita Cna, la principale sigla dell’autotrasporto di Massa Carrara, in disaccordo con chi tenta di “affibbiare alla categoria un’etichetta negativa”. Fita Cna non ci sta e torna a ricordare come il vero pericolo non siano i mezzi pesanti che circolano sulle strade ma il numero di veicoli, il mancato rispetto del codice della strada ed anche le condizioni del sistema di strade urbano ed extraurbane. “Sul settore del trasporto marmi in blocchi in particolare – spiega Massimo Ricci, Presidente Fita Cna – in queste ultime settimane sono state fornite notizie e contenuti privi di oggettività. L’autotrasporto viene troppo spesso identificato come la panacea di tutti i mali ed in modo particolare come mietitore di vittime della strada, ma non è proprio così”. Fita Cna sfata agli tabù sollevati in queste settimane. In particolare sulla tassa di maggior usura stradale pagata dai veicoli eccezionali: gli autocarri 4 assi adibiti al trasporto di pietra naturale in blocchi che effettuano trasporti dai bacini estrattivi al piano, sono veicolo eccezionali con m. c. pari a 48T (con una portata che in base ai vari modelli si aggira intorno alle 32/33T). In base all’articolo 10, c. 2, lett. b) del codice della strada, tali veicoli possono trasportare più pezzi della solita tipologia di materiale nel rispetto della massa limite prevista dalla carta di circolazione (48T). In quanto veicoli eccezionali, possono circolare solo se in possesso apposita autorizzazione (della validità di un anno) rilasciata dagli enti proprietari delle strade per le quali si richiede il transito, previo pagamento della tassa di maggior usura strade, il cui importo per un veicolo con massa complessiva pari a 48T ammonta a circa 3.000,00 all’anno. “Questo genere di veicoli – spiega Ricci - oltre alla tassa di possesso che normalmente pagano i veicoli di tutte le classi ed i cui proventi devono essere utilizzati per la manutenzione della rete stradale, pagano in ragione della propria massa, un ulteriore tassa i cui proventi dovrebbero implementare le risorse destinate alla manutenzione stradale. Imposte che tutti noi, e gli autotrasportatori in particolare, pagheremmo molto più volentieri se le strade fossero regolarmente manutenute. Le gravi condizioni in cui versa la rete viaria del nostro territorio, dalla montagna alla costa, sono davanti agli occhi di tutti ed indipendentemente dal fatto che le stesse siano interessate dalla circolazione dei veicoli pesanti. La questione è che la manutenzione non è eseguita o, nella migliore delle ipotesi, si interviene con meri rattoppi che sono soggetti a rapido deterioramento. Le aziende di autotrasporto, quindi, pagano quanto normativamente previsto per operare su strade che se manutenute garantirebbero una circolazione veicolare più sicura a tutti gli utenti della strada”. Cna Fita, inoltre, ha più volte stigmatizzato di verificare la possibilità destinare maggiori risorse agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza di tutta la rete viaria locale, non solo quella su cui circolano i mezzi pesanti, attingendo maggiormente dalla contribuzione ai cui è soggetto il materiale lapideo estratto. Materiale estratto dai bacini comunali che, con il passaggio dei veicoli attraverso l’impianto di pesatura comunale, è quantificato e assoggettato a “tassazione” in base alla tipologia ed alla provenienza. “Non pensiamo – spiega ancora il Presidente Fita Cna - sia corretto accostare il cosi detto fenomeno del nero alle cave, eventualmente legato all’aspetto fiscale di tale materiale e non all’attività di autotrasporto merci conto terzi. Il materiale trasportato non è di proprietà dell’autotrasportatore; quest’ultimo eroga solo il servizio di trasporto per conto del committente. Per non pensare poi al sistema di videosorveglianza con il quale è monitorato il percorso che collega i bacini estrattivi comunali al piano ed ai controlli su strada ai quali è sottoposto ogni giorno il traffico veicolare pesante ed in particolare quello proveniente dalle cave.  Agli autotrasportatori si affibbiano con troppa facilità delle etichette a dir poco offensive e quando si tende a generalizzare si sbaglia. La realtà è che la circolazione stradale può essere pericolosa a causa di una serie di fattori che si combinano fra loro, fra quali a titolo non esaustivo: numero elevato di veicoli in circolazione rispetto ad una rete viaria molte volte obsoleta e progettata per sopportare volumi di traffico che non corrispondono più a quelli attuali, scarsa manutenzione e soprattutto l’assunzione di comportamenti da parte dei conducenti di ogni classe di veicolo che non sono conformi alla normativa”.