BUROCRAZIA: COLLEGIO SINDACALE PER PICCOLE SRL E CO [..]

Scongiurato l’obbligo per migliaia di imprese apuane di dotarsi il collegio sindacale nemmeno fossero società quotate in Borsa. L’allarme lanciato da Cna, negli scorsi mesi, seguito da un’accorta e convincente azione di informazione, ha ridotto sensibilmente gli effetti di questa novità che interesserà un numero molto ristretto di imprese. Secondo la principale associazione degli artigiani l’adeguamento alla nuova norma, introdotta dal codice della crisi d’impresa dello scorso 16 marzo, avrebbe costretto 5mila imprese a sborsare fino a 6 mila euro per una spesa complessiva di svariati milioni di euro. “Sarebbe stato – ammette Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara - l’ennesimo ingiusto macigno sul sistema produttivo. L’ennesimo adempimento burocratico oneroso, vessatorio, inutile. La nostra azione ha evitato l’applicazione di una nuova tassa”. La nuova norma lasciava sbalorditi per la rigidità dei criteri individuati per allargare la platea delle imprese e delle cooperative obbligate a nominare il collegio sindacale. Bastava superare per due anni anche uno solo dei tre criteri seguenti: un organico superiore a nove dipendenti (in precedenza erano 50), un attivo dello stato patrimoniale che travalica i due milioni (prima erano 4,4), ricavi oltre i due milioni (invece di 8,8 milioni). “Grazie a un emendamento provvidenzialmente inserito nel cosiddetto Decreto Sblocca-cantieri. – spiega Bedini - I criteri non sono tornati alle soglie precedenti l’approvazione della nuova norma ma i ritocchi hanno permesso a tante piccole imprese di evitare l’ennesimo salasso da adempimento burocratico. Il numero minimo di dipendenti ora è di venti. I ricavi sono saliti a quattro milioni. E a quattro milioni anche l’attivo dello stato patrimoniale. Una griglia a maglie più larghe che, secondo i nostri calcoli, che eviterà alla maggior parte delle società a responsabilità limitata e cooperative di evitare la costituzione del collegio sindacale”.