Covid: fondo di solidarietà, in arrivo la cassa per [..]

In arrivo, in queste ore, a 1.200 lavoratori artigiani, ed altrettante famiglie, i soldi del fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato. Era da maggio che i lavoratori non ricevevano la cassa integrazione degli artigiani. Il nuovo stanziamento, assegnato seguendo il precedente schema di ripartizione, ha visto Fondo di solidarietà per gli artigiani destinatario dell’importo di 375 milioni. A renderlo noto è Cna che in queste settimane si era fatta portatrice delle istanze delle imprese e dei lavoratori di tutto il comparto, sollecitando in numerose occasioni i Ministeri competenti affinché dessero una pronta soluzione ai problemi causati dai ritardi con cui le risorse vengono destinate al nostro Fondo. Complessivamente sono però 2.800 i lavoratori artigiani che hanno chiesto aiuto al Fondo di solidarietà bilaterale e circa 700 imprese dall’inizio del lockdown. Solo nel mese di aprile le richiesta di ammortizzatori sociali da parte delle imprese artigiane sono aumentate del 5000%. “Questa è una bella notizia. Finalmente le risorse sono state sbloccate. - spiega Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – Eravamo di fronte ad una situazione assurda. Ci sono lavoratori che non hanno entrate da maggio e che in molti casi hanno dovuto fare ricorso ai risparmi o a micro finanziamenti per andare avanti”. A condizioni di normalità in Toscana sono erogati, mensilmente, poco meno di 1 milione di euro di ammortizzatori. Ad aprile si è arrivati a 47-48 milioni. “Parliamo di uno vero e proprio tsunami economico che ha investito imprese e lavoratori. – commenta ancora Bedini - Da maggio 1.200 famiglie non vedono un euro e questo significa che non hanno ricevuto nemmeno giugno, ne tanto meno luglio. In questa fase, in molte situazioni, sono state le imprese, gli imprenditori, ad anticipare le cassa integrazioni dei loro dipendenti. Anche loro devono ricevere quando anticipato”. Secondo l'Istat, l'impatto della crisi Covid sulle imprese "è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell'occupazione, circa 3,6 milioni di addetti, e al 22,5% del valore aggiunto, circa 165 miliardi di euro) ha denunciato l'esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell'anno”. “E’ chiaro – interviene Paolo Ciotti, Direttore Cna Massa Carrara – che siamo di fronte ad una crisi peggiore di quella del 2008 e dagli effetti imprevedibili. Una fetta di mercato privato è come congelato e questo ha una incidenza enorme su intere filiere di settori che vivono grazie alla libertà di movimento e ai mercati internazionali. Le piccole medie imprese artigiane hanno risentito fortemente della crisi. E’ necessario garantire la continuità della possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali a fianco di un vero abbattimento del cuneo fiscale per consentire alle imprese di sopravvivere. E’ un salto nel buio quello che ci attende nei prossimi mesi – ammette Ciotti – Un salto che nessuno di noi ha mai fatto”. Le esigenze di flessibilità del lavoro in una fase di estrema incertezza si riflettono sulla composizione dell’occupazione e sulla formazione. L’effetto è la riduzione, costante, dei contratti a tempo indeterminato, a fronte di un incremento di quello determinato che rispetto all’agosto 2014 è quintuplicato. “In questa fase – conclude Ciotti – è necessario rifinanziare i voucher formativi affinché sia garantita la continuità dei percorsi iniziati o ancora da iniziare. Si sta paralizzando un intero sistema”.