Covid-19: pizzerie al taglio, rosticcerie e piadine [..]

Piadinerie, gastronomie, pizzerie al taglio e rosticcerie, che svolgono l’attività senza somministrazione sono escluse dai contributi del decreto Ristori. Secondo un’indagine di Cna Massa Carrara a livello provinciale sono almeno 160 le imprese della ristorazione rimaste inspiegabilmente escluse dagli indennizzi. In pratica tutto l’artigianato della ristorazione. “Queste attività – spiega Andrea Borghini, Presidente Cna Agroalimentare - devono essere assolutamente comprese nel comparto della ristorazione quando si parla di indennizzi.
Se si obbliga tutto un settore al rispetto di misure restrittive, che limitano la libertà di impresa, altrettanto però quando si emanano provvedimenti a sostegno di una categoria colpita dalle misure restrittive, il beneficio deve essere per tutti. Mi auguro sia un svista”. In una lettera, inviata ai ministri dell’Economia Gualtieri e dello Sviluppo economico Patuanelli Cna ha chiesto all’esecutivo di superare l’attuale discriminazione e riconoscere il giusto indennizzo anche alle imprese artigiane direttamente colpite dalle misure restrittive. Si tratta di attività nelle quali, in condizioni normali, si può effettuare anche il consumo sul posto. È bene ricordare, allora, come il consumo sul posto sia stato anche a loro precluso, almeno a partire dalle ore 18.00. Di conseguenza, il calo di fatturato è indubbio, se si consente a queste attività l’esclusivo ricorso all’asporto e alle consegne a domicilio nella fascia tardo-pomeridiana e serale. “E’ fondamentale – prosegue Borghini - che i ristori alle imprese e il sostegno ai redditi dei lavoratori avvengano con assoluta rapidità che è mancata nei precedenti interventi di sostegno al mondo dell’artigianato e della piccola impresa. Il trasferimento delle risorse al fondo bilaterale dell’artigianato ha registrato ritardi ingiustificati e inaccettabili. I lavoratori dell’artigianato hanno ricevuto le prestazioni del mese di giugno e siamo a novembre”.