ECOBONUS: ARTIGIANI CONTRO SCONTO IN FATTURA PER I [..]

Artigiani apuani sul piede di guerra. Imprese della filiera impiantistica pronte anche alla mobilitazione contro il decreto Crescita. Convocati gli stati generali di Cna nella sala della resistenza di Palazzo Ducale, a Massa: l’appuntamento è in programma giovedì 25 luglio alle ore 17.00. al centro del dibattito c’è l’articolo 10 del decreto già finito sul banco degli imputati della Commissione Europea e dell’Autorità del Garante dell’Antitrust grazie all’attività di 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate proprio a Cna. Le imprese hanno chiesto che venga accertata la sua illegittimità per violazione del diritto comunitario-nazionale della concorrenza. Una posizione subito raccolta anche dalla Regione Toscana che si costituirà in giudiziodi fronte alla Corte Costituzionale. “La battaglia è appena iniziata – spiega Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – e non abbiamo certo paura di farla”. L’articolo 10 finito al centro del mirino favorisce le multinazionali e le grandi imprese ed esclude le piccole imprese  che operano principalmente nella filiera dell’impiantistica e della distribuzione che non dispongono delle risorse finanziarie né della capienza fiscale necessarie a dilazionare nel tempo il recupero di una parte rilevante del pagamento.  Fronte compatto degli artigiani di Cna nei confronti del decreto che consente al consumatore di ottenere, in un’unica soluzione, il beneficio derivante dall’incentivo statale grazie ad uno sconto in fattura di pari importo a carico dell’impresa esecutrice del lavoro, la quale lo recupererà, in sede di detrazione fiscale nell’arco di un quinquennio. Secondo gli artigiani l’ecobonus e gli incentivi rischiano, al contrario di quanto avrebbero dovuto prevedere, di bloccare le riqualificazioni degli edifici. “Lo sconto in fattura sui lavori di efficientamento energetico e prevenzione rischio sismico si sta già rilevando un boomerang. Avrebbe dovuto rimettere in moto un settore molto importante come quello della riqualificazione e dell’efficientamento ma rischierà di farlo saltare favorendo solo le imprese con le spalle grosse come i grandi gruppi e le multinazionali. A noi resteranno solo le briciole”. Cna si attendeva molto dal decreto crescita alla luce anche della grande sofferenza del settore a livello provinciale che ha perso per strada, dal 2010 ad oggi, 600 imprese, più della metà (380) proprio nel settore che si occupa dei lavori di specializzazione. Per gli artigiani la ripresa del settore, a livello provinciale (+5,3%) potrebbe essere compromessa proprio dal decreto crescita. “La ripresa è dovuta principalmente – commenta Bedini – dallo slancio di comparti collaterali come l’impiantistica e le piccole lavorazioni. Siamo preoccupati”. Una preoccupazione che la principale associazione degli artigiani porterà all’attenzione pubblica in un incontro a cui sono stati invitati a partecipare anche i deputati del territorio. Incontro anticipato anche dal lancio di una petizione online sul portale change.org. “E’ una norma nazionale – conclude Bedini – ed è fondamentale che chi ci rappresenta capisca che quell’articolo è una ghigliottina”.