ECOBONUS: ARTIGIANI CONTRO SCONTO IN FATTURA PER I [..]

Artigiani e piccole imprese contro il decreto Crescita. Favorisce le multinazionali e le grandi imprese e falsa il libero mercato. Lo sconto in fattura penalizza gli artigiani e le piccole imprese che operano principalmente nella filiera dell’impiantistica e della distribuzione che non dispongono delle risorse finanziarie né della capienza fiscale necessarie a dilazionare nel tempo il recupero di una parte rilevante del pagamento. Fronte compatto degli artigiani di Cna nei confronti del decreto che consente al consumatore di ottenere, in un’unica soluzione, il beneficio derivante dall’incentivo statale grazie ad uno sconto in fattura di pari importo a carico dell’impresa esecutrice del lavoro, la quale lo recupererà, in sede di detrazione fiscale nell’arco di un quinquennio. Secondo gli artigiani l’ecobonus e gli incentivi rischiano, al contrario di quanto avrebbero dovuto prevedere, di bloccare le riqualificazioni degli edifici.  “I presupposti della vigilia – commenta Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – sono stati completamente disattesi. Per gli artigiani e pmi lo sconto in fattura sui lavori di efficientamento energetico e prevenzione rischio sismico si rileverà un boomerang. Avrebbe dovuto rimettere in moto un settore molto importante come quello della riqualificazione e dell’efficientamento ma rischierà di farlo saltare favorendo solo le imprese con le spalle grosse come i grandi gruppi e le multinazionali. A noi resteranno solo le briciole”. Cna si attendeva molto dal decreto crescita alla luce anche della grande sofferenza del settore a livello provinciale che ha perso per strada, dal 2010 ad oggi, 600 imprese, più della metà (380) proprio nel settore che si occupa dei lavori di specializzazione. Per gli artigiani la ripresa del settore, a livello provinciale (+5,3%) potrebbe essere compromessa proprio dal decreto crescita. “La ripresa è dovuta principalmente – commenta Bedini – dallo slancio di comparti collaterali come l’impiantistica e le piccole lavorazioni. Siamo preoccupati”. L’articolo 10 del decreto è già finito sul banco degli imputati della Commissione Europea e dell’Autorità del Garanite dell’Antitrust grazie all’attività di 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate proprio a Cna. Le imprese chiedono che venga accertata la sua illegittimità per violazione del diritto comunitario-nazionale della concorrenza. “Noi – conclude Bedini – siamo assolutamente convinti dell’illegittimità di questo articolo che non aiuta le piccole imprese che sono quelle che alimentano i territori, ma le penalizzano ulteriormente a vantaggio di altri soggetti”.