FASE 2: BANDO IMPRESA SICURA, CNA CONTRO CLICK-DAY [..]

Cna contro il click-day di “Invitalia” per accedere ai rimborsi per le spese sostenute per l'acquisto di DPI, finalizzati al contenimento e al contrasto dell'emergenza epidemiologica. L’associazione degli artigiani contesta la procedura che ha premiato le imprese che sono riuscite ad inserire la domanda entro i due-tre secondi dall’apertura del bando escludendo, di fatto, tantissime imprese della provincia di Massa Carrara. Il 99% delle imprese è rimasta fuori. Le prenotazioni per presentare il rimborso sono state a livello nazionale quasi 250mila. Per Cna è una presa in giro. L’ennesima. “Non è un sistema democratico quello applicato da Invitalia; – tuona Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara - non lo è perché ancora una volta premia chi ha la possibilità di accedere ad infrastrutture di connessione principali penalizzando le imprese che vivono in periferia e quelle che vivono in montagna. Il paese va a più velocità di connessioni, ci sono aree di seria A e di serie B, a volta anche di serie C, e quando si fanno certi bandi, importanti come questo, bisognerebbe usare il cervello. Tutti devono avere la possibilità di partecipare, ad armi pari, ai bandi. I secondi non possono decidere il futuro delle imprese. Non siamo in Formula Uno dove i secondi decidono le griglie di partenza”. Cna, che già anche nelle scorse settimane aveva criticato l’Inps sulle modalità di richiesta del bonus da 600 euro, è dura nella sua analisi:  “E’ ora di finirla. – spiega ancora Bedini - Le imprese, gli artigiani, che sono l’ossatura del paese sono state gestite nella difficoltà della pandemia da consulenti ambigui e discutibili e da una task-force lontana dal territorio e da noi imprenditori. Le imprese per partecipare al click day hanno messo a disposizione energie, che in questo momento sono indispensabili per ottemperare a tutte le prescrizioni del caso, per partecipare ad una nuova farsa. Chiediamo a tutti i rappresentanti delle istituzioni del territorio di farsi carico del problema e pretendiamo spiegazioni chiare e non più discutibili come il bando di Invitalia, perché se pur vero che al datore di lavoro si intende addossare una responsabilità penale e civile, allo stesso tempo deve essere messo in condizioni di avere tutti gli strumenti che servono per lavorare e far lavorare in tranquillità il personale”. Per Cna l’Italia deve svegliarsi: “Serve un sussulto, serve un impegno, serve una velocità che deve essere superiore alla velocità del virus, serve una mobilità che solo le imprese hanno dimostrato, serve che la politica che decide per le imprese abbia una vera e concreta conoscenza di quello che succede dentro le imprese. Siamo stanchi di discorsi, promesse ed impegni. Non si tornerà indietro questa volta dalla boa. Affogheremo di questo passo”.