FASE 2: CANTIERI, DISTANZA DI SICUREZZA, MISURAZION [..]

Distanze da osservare (1,8 metri contro 1 metro del decreto nazionale), misurazione della temperatura e sanificazione. Per le imprese è un rompicapo districarsi tra decreti nazionali e ordinanze regionali. Nonostante per il 77% delle imprese la sicurezza sia indicata tra gli investimenti prioritari, in Toscana, e quindi anche nella “periferica” Massa Carrara, la burocrazia continua ad essere più forte del virus e della volontà delle imprese di guardare avanti. Per l’edilizia, uno dei settori principali per l’economia apuo-lunigiane, è caos. La riapertura non è affatto scontata. “In Toscana – ammette Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – stiamo vivendo una situazione surreale per quanto riguarda edilizia e cantieri. Il DPCM 26 aprile è l’unico decreto Covid ad oggi in vigore a livello nazionale. Decreto che la Regione Toscana ha successivamente e continuamente modificato senza preavviso creando per l’ennesima volta non poca confusione”. Cna prova a fare chiarezza nell’ambito di un quadro diverso tra regione e regione: “l’ordinanza n.40 del Presidente della Regione Toscana vale per tutte le attività lavorative e non per i cantieri edili. – spiega Bedini – L’ordinanza n.38 del Presidente della Regione Toscana che valeva per tutte le attività lavorative e non per i cantieri edili, a distanza di pochi giorni dalla sua emanazione è già abrogata – spiega Bedini - Per i cantieri temporanei e mobili ad oggi continua ad applicarsi l’ordinanza Regione Toscana n.40 che, per un problema burocratico resta in vigore fino al 17 maggio in contrapposizione alle disposizioni per i cantieri contenute nell’ultimo decreto del 26 aprile in vigore per il resto dell’Italia. In particolare in Toscana la distanza minima da mantenere tra i lavoratori resta di 1,8 m e vige l’obbligo di misurazione della temperatura. Per le restanti attività l’ordinanza della Regione Toscana n.38, è invece abrogata e sostituita dalla nuova Ordinanza Regionale n.48 che si sovrappone alla legge nazionale (DPCM 26 Aprile) pur non sostituendone completamente gli adempimenti in quanto non entra nel merito dell’intera disciplina contenuta nel DPCM 26 Aprile: pertanto restano valide le disposizioni contenute in entrambi. Insomma una bella confusione”. Cna prosegue: “In Toscana, la nostra regione, per tutte le attività non edili ammette la distanza minima di 1 metro tra lavoratori. La stessa ordinanza esclude però la possibilità di autocertificare la temperatura corporea contrariamente alla precedente ordinanza (n.38) peraltro di pochi giorni prima. Ma non sono finite qui le incongruenze. La stessa ordinanza, sempre la n.38 della Regione Toscana, ad oggi abrogata, chiedeva a tutte le attività non edili di compilare ed inviare via PEC alla Regione appositi allegati (1 e 2) che contenessero le modalità di attuazione delle disposizioni Covid mentre la nuova Ordinanza n.48 ad oggi in vigore chiede invece che le aziende, non è chiaro se siano escluse le imprese edili, compilino un format online tramite accesso autenticato SPID, CNS, CIE (carta d’identità elettronica) e tengano a disposizione in azienda copia stampata di quanto compilato. Per le aziende già aperte la scadenza è il 18 maggio. Per tutte le altre è imposta entro 30 giorni dall’apertura.  “Teniamo ben presente che – spiega Paolo Ciotti, Direttore Cna Massa Carrara - sulla questione SPID, CNS, CIE abbiamo riscontrato grandi problemi già in relazione alla domanda per i 600 euro, quindi replicare un sistema del genere, solo perché la Regione Toscana non è strutturata per codificare le Pec che arrivano, è una follia. E’ scaricare nuovamente sulle imprese dei costi burocratici inutili. Chi delibera e studia queste azioni non ha mai lavorato nel settore privato”. Cna parla anche di un altro tema molto delicato: quello della sanificazione. “Non è ancora stata chiarito – spiega ancora Ciotti - il termine sanificazione per i luoghi di lavoro in generale e per gli impianti di aereazione-climatizzazione. Lo stesso termine sanificazione è utilizzato laddove il Governo offre incentivi (credito d'imposta sulle spese di sanificazione), con la conseguenza che moltissime imprese pensando che la sanificazione sia la soluzione ad ogni problema hanno stipulato contratti per effettuarla nei loro locali, quando poi il beneficio sarà notevolmente inferiore ai costi”.