FASE 2: OTTIMA PARTENZA PER PARRUCCHIERI ED ESTETIS [..]

L’effetto Fase 2 per parrucchieri ed estetisti sono le postazioni prenotare per settimane. Acconciatori e saloni della bellezza della provincia di Massa Carrara sono stati presi d’assalto in questi primi giorni di apertura dopo il lungo lockdown ma l’adeguamento alle linee guida è costato mediamente almeno 1.000 euro. A fornire un primo monitoraggio è Cna. L’associazione degli artigiani è stata la più attiva ed impegnata a livello nazionale e sul tavolo regionale a chiedere – ed ottenere – la riapertura del 18 maggio insieme a linee guida facilmente applicabili. In provincia di Massa Carrara il settore del benessere e della salute conta circa 500 attività. “La partenza è stata molto positiva ed incoraggiante. – ammette Bruno Papini, presidente Cna Benessere e Sanità – Molti centri estetici e parrucchieri hanno l’agenda impegnata per due-tre settimane. Ci toccherà fare gli straordinari per cercare di assecondare i nostri clienti che ringraziamo per la pazienza e la fedeltà di questi lunghi giorni. Altre due settimane chiusi avrebbe soltanto aumentato il fenomeno dell’abusivismo, per altro ampiamente denunciato anche sui media nazionali, e di conseguenza del rischio di contagi. Per fortuna il Governo, e la Regione Toscana, hanno compreso che le nostre categorie sono storicamente tra le più attente alla salute. Stiamo parlando di una esperienza che parte dall’esplosione dell’Hiv che ci aveva costretto ad adeguarci con sterilizzazioni, asciugamani monouso ed altri accorgimenti. Eravamo, e siamo, già pronti”. L’aspetto che più ha colpito le imprese è il rispetto dei clienti nei confronti delle linee guida. “Devo ammettere – spiega ancora Papini – che la clientela è veramente molto rispettosa e responsabile. Questo ci aiuta molto e rendere il lavoro meno stressante. E’ venuto a mancare l’elemento della socialità, che si crea tra i clienti nella sala di attesa, ma a beneficio della sicurezza e dell’organizzazione. Questa modalità di lavoro, telefoni-prenoti-servizio, sarà una costante anche dopo queste periodo”. L’adeguamento alle linee guida, che tradotto significa dispenser del gel, mascherine, eventuali attrezzature monouso come guanti, asciugamani e camici cartellonistica è costato mediamente 1.000 euro alle imprese. “E’ il costo per poter riaprire e poter ripartire. Altre due settimane chiusi sarebbero state sicuramente peggiori. Purtroppo – conclude Papini – ci sono molte aziende non associate che hanno dovuto sostenere costi di adeguamento maggiori a causa di una informazione carente o non coordinata o ancora da parte di rappresentanti e grossisti che hanno promosso acquisti anche non necessari”.