FISCO: SPETTRO AUMENTO IVA PREOCCUPA GLI ARTIGIANI, [..]

Lo spettro di un nuovo aumento dell’Iva toglie il sonno agli artigiani. Via Roma, passando per Firenze, sede regionale di Cna, la sensazione è che il rischio sia in agguato. “Sarebbe una manovra suicida – analizza Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – per le imprese, per gli investimenti e per i consumi. Se mancano risorse si ritrovino tagliando gli sprechi e non certo mettendo ancora una volta le mani in tasca agli imprenditori”. E’ lapidaria la posizione della principale associazione degli artigiani: “condividiamo l’analisi del nostro presidente, Sergio Silvestrini che negli scorsi giorni ha evidenziato l’incongruenza di una prospettiva che avrà solo effetti negativi sull’economia reale. Aumentare l’Iva non è la strada ne la soluzione. Semmai bisogna detassare e ridurre il costo-peso della burocrazia”. Cna è preoccupata che nel prossimo Def, nonostante le rassicurazioni, ci siano sorprese: “tutti giurano che non aumenterà l’Iva – spiega Bedini – ma è anche vero che siamo alla soglia delle elezioni Europee. Un aumento, anche solo di un punto percentuale, per una piccola impresa significa accompagnarla verso la chiusura. L’equilibrio è troppo sottile, la capacità di sopravvivenza molto fragile: la clausola dell’aumento Iva deve essere disinnescata”. Secondo Cna l’aumento dell’Iva produrrebbe una stangata di 50 miliardi di euro: “Abbiamo bisogno di risorse per alimentare la crescita e non per affondarla. Nella nostra provincia hanno chiuso mille attività artigianali tra il 2012 ed il 2018 a causa anche della componente fiscale che ha un peso specifico troppo pesante sulle attività. L’aumento dell’Iva non è quello che ci aspettiamo da questo governo”.