GIOVANI: 6MILA NEET IN PROVINCIA DI MASSA CARRARA, [..]

6mila giovani non cercano un lavoro, non vanno a scuola e non frequentano corsi o percorso formativi. In pratica si tratta di giovani che abitano in uno dei comuni della provincia di Massa Carrara a carico della famiglia e della comunità che rappresentano una delle più grandi sconfitte della nostra società incapace di creare per loro percorso di inclusione e soprattutto opportunità occupazionali anche in prospettiva. Ad oggi 1 giovane su tre tra i 15 e 29 anni non ha un lavoro. Gli inglesi li chiamano “Neet” (not engaged in education, employment or training) ma altro non sono che la componente della società del futuro con le più alte potenzialità di rimanere senza un lavoro. A lanciare l’allarme è Cna sulla base dei dati dell’ultimo rapporto della Camera di Commercio che ha evidenziato come il 59,9% dei giovani tra 14 e 29 si trovi in questa condizione. “I dati sui giovani tra i 20 e 24 anni classificati come neet sono secondo l’Istat in leggero calo: dati confermati anche dalla Regione Toscana. Il fenomeno però resta altissimo: se è vero che in Toscana ci sono 70mila neet, 6mila vivono nella nostra provincia - analizza Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – Sono indicatori importanti da analizzare con grande attenzione perché tra quei giovani ci sono capacità ed abilità che non possiamo permetterci di disperdere. Di fronte a questi numeri – prosegue Bedini – possiamo solo agire. Come Cna abbiamo individuato tre assi: formazione, scuola ed apprendistato. Le imprese, in questo contesto, sono un elemento strategico”.

Per Bedini le chiavi per scardinare l’emergenza occupazione si chiamano apprendistato ed alternanza scuola lavoro: “L’apprendistato, in particolare, è considerato uno strumento senza dubbi positivo: prevede dispositivi che dotano il giovane di competenze in grado di avviarlo a un lavoro qualificato. Tuttavia, risulta gravato da una eccessiva burocrazia che ne scoraggia l’utilizzo da parte delle imprese. È necessario, dunque, superare le differenze regionali introducendo una unica normativa nazionale che, in accordo con la riforma costituzionale che tende a riordinare la materia della formazione e delle politiche attive del lavoro, oltre a superare le incertezze relative all’utilizzo dello strumento possa facilitare la mobilità sul territorio nazionale dei giovani lavoratori formati col contratto di apprendistato”.
Impegnata nel facilitare ed incentivare il dialogo e lo scambio tra le scuole e le imprese, Cna si è fatta promotrice di più percorsi formativi scolastici. “L’alternanza rappresenta un valore aggiunto sia per gli studenti che per le imprese: lo stage in azienda – spiega Paolo Ciotti, Direttore Cna Massa Carrara - è indispensabile per i ragazzi che possono confrontarsi materiali, macchinari, attrezzature, software, pc moderni di cui le scuole non sono dotate. Lo stage è una vetrina: volontà, intraprendenza e competenza sono un biglietto da visita di cui gli imprenditori tengono conto. Le aziende invece – spiega ancora – sono alla ricerca di professionalità, intraprendenza e personale specializzato: sono ben consapevoli del fatto che lavoratori preparati significa migliorare il prodotto e l’azienda”. L’analisi di Ciotti prosegue e coinvolge anche la Regione Toscana: Ci piacerebbe dialogare maggiormente con la Regione Toscana, per attivare specifici percorsi di inserimento e di creazione d’impresa. Magari con un dialogo diretto con la nostra organizzazione la Regione riuscirebbe a mettere in essere un progetto di sostegno alla nascita delle imprese artigiane. Sono orami 10 anni che abbiamo realizzato un polo formativo serio e a disposizione delle future imprese, non ne sussistono altri nel territorio. Piuttosto chee destinare risorse esclusive su progetti industriali che non realizzano i dati occupazionali auspicati, si potrebbe pensare ad un serio percorso di incubatori d’impresa, visto anche il fallimento del Consorzio Zona e chi meglio della Cna potrebbe intraprenderlo?”.