LAVORO NERO: ABUSIVISMO AL 27,6% IN PROVINCIA, AL V [..]

Oltre il 27% di estetisti e parrucchieri che esercitano sono abusivi. E’ tra i settori con la più alta percentuale di incidenza di lavoro irregolare. A dirlo è un’indagine di Cna Massa Carrara alla vigilia dell’avvio della campagna contro l’abusivismo nel settore dell’estetica e degli acconciatori che pone al centro la legalità e la salute. Una piaga, quella del lavoro nero, che Cna Massa Carrara è intenzionata a portare all’attenzione delle amministrazioni locali per difendere le 500 attività dell’importante comparto: nelle prossime settimane infatti la principale associazione degli artigiani incontrerà gli assessori alle attività produttive dei comuni della provincia per chiedere più controlli. “La piaga dell’abusivismo è in continua espansione nel settore dei servizi alla persona – spiegano Bruno Papini, presidente acconciatori e Laura Costa, presidente estetica. Gli ultimi dati Istat, elaborati dal Centro Studi CNA, confermano il dilagare di un fenomeno che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che rispettano le regole. Il tasso di irregolarità di acconciatori e centri estetici risulta pari al 27,6%. Si tratta del valore più alto osservato tra i vari settori e che supera di gran lunga quello medio nazionale (14,4%)”. L’obiettivo della campagna social è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di affidarsi esclusivamente a chi opera nella legalità e richiamare le istituzioni sulla necessità di uno sforzo straordinario nella lotta al dilagare del fenomeno. L’intento della campagna è quello di mettere in luce gli aspetti positivi del lavoro regolare. Lavorare nella legalità vuol dire, infatti, tutelare la salute dei cittadini offrendo servizi sicuri e di qualità. Allo stesso tempo chi lavora nella legalità tutela i propri lavoratori, sostiene l’economia del Paese e lo sviluppo delle imprese. “Purtroppo la pandemia ha aggravato una situazione che era già critica. L’attività viene svolta all’interno di case e garage senza alcun rispetto delle regole e del fisco. Si tratta di lavoro in nero a tutti gli effetti. – spiegano ancora Papini e Costa – Quello che chiediamo è il semplice rispetto della legalità. Legalità è sinonimo di sicurezza dei servizi, professionalità, qualità. Pretendiamo la tutela di questo requisito per favorire la crescita e lo sviluppo degli imprenditori che operano in regola.”