LEGALITA’: 10% APUANI “SOSTIENE” ABUSIVISMO, I NUME [..]

Saloni della bellezza allestiti in casa e lavanderie a gettone (self service) che effettuano il servizio tradizionale con tanto di stireria e confezionamento. Due imprese artigiane su tre danneggiate dall’abusivismo e dalla concorrenza sleale: sono i numeri presentati da Cna in occasione dell’incontro organizzato dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lucca – Massa Carrara che si è tenuto mercoledì 17 ottobre a Carrara. Imprese regolari impotenti di fronte all’esplosione di attività illegali ed abusivie: il 10% dei cittadini della provincia di Massa Carrara, questa la stima su base nazionale, fanno acquisti di beni e servizi nella filiera dell’abusivismo e del lavoro irregolare.  
“Quello che noi oggi possiamo fare come associazione è raccogliere la segnalazione – spiega Giacomo Cucurnia, Referente per il Settore Estetica di Cna – inoltrarla all’Ispettorato, Giardia di Finanza o Polizia ma null’altro di più. L’incontro ci ha permesso, forse per la prima volta, di guardarci negli occhi e di cristallizzare un problema molto serio. La crisi – spiega ancora – ha acutizzato  i fenomeni dell’illegalità, in particolare, nel settore delle tintolavanderie dove ci sono delle attività di self Service che offrono servizi di lavaggio, asciugatura, stiratura e consegna dei capi senza alcuna autorizzazione e dell’abusivismo, in particolare, nel settore dell’estetica e dell’acconciatura dove troviamo le persone che lavorano in casa attrezzando una stanza per eseguire le prestazioni alle clienti. Fenomeni che creano seri danni alla nostra economia. La scelta di Cna è sempre, e comunque, dalla parte della legalità sostenendo e tutelando le nostre imprese che, pur subendo le difficoltà momento, operano quotidianamente all’interno delle regole”.
 
 L’abusivismo e la concorrenza sleale sono due fattori che vanno a contribuire, insieme a burocrazia e pressione fiscale, alla morte di un’azienda: “L’abusivo – spiega ancora - non paga le tasse, non rispetta i requisiti igienico sanitari, non utilizza correttamente apparecchiature. Il danno nei confronti delle aziende regolari e così come a quello del sistema economico del territorio. Troppo spesso il problema è stato sottovalutato, ma oggi questa situazione non è più tollerabile. Serve un segnale forte. Per questo abbiamo chiesto alle Istituzioni e gli organi di controllo di impegnarsi per colpire in maniera forte l’abusivismo e di prendere in carico le segnalazioni che invieremo per andare a fare i controlli”.