LEGGE STABILITA’: GIU’ LE MANI DALL’ECOBONUS, COSTI [..]

Giù le mani dall’ecobonus. Un’impresa su tre (32,7%) chiede che siano confermati gli sgravi sulle ristrutturazioni di abitazioni (50%), per la riqualificazione energetica (65%) e per quella sismica (fino all’85%). Una percentuale che sale fino al 70% per le imprese di costruzioni e quasi al 60% per le imprese di installazione di impianti. Una su quattro (23,7%) spera di trovare, nella nuova legge di stabilità, la deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa e la proroga del super ammortamento del 140% per gli investimenti. Una su cinque considera invece eccessivi i costi e gli oneri dei costi energetici (19,2%) e auspica un ridimensionamento verso il basso. Sono le misure che gli artigiani di Cna si aspettano di trovare nella prossima manovra finanziaria dello stato in fase di definizione dal governo Gentiloni. Lo dice un’indagine elaborata dal centro studi della principale associazione degli artigiani su un campione di 3mila imprese. “La manovra che le imprese si aspettano – spiega Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – è incentrata su un numero limitato di interventi che hanno però l’obiettivo di ridurre gli oneri, le imposte ed il carico fiscale che ricade sulle imprese, sul costo del lavoro e sull’energia e rilanciare gli investimenti e l’occupazione. Non serve un genio per capire che se si vuole rimettere in moto l’economia del paese si debba passare dalla riduzione di quelle voci che oggi erodono la capacità di investimento delle imprese. L’Irap, per esempio, è una tassa che le imprese pagano sul costo del lavoro anche quando l’impresa non guadagna: è un concetto assurdo che vige nel solo nostro paese. Ma penso anche all’Imu e alla Tari che non dovrebbe essere applicata sulle superfici sulle quali si producono rifiuti speciali e per le quali le imprese pagano già. Siamo di fronte ad una doppia tassazione”.

L’indagine di Cna mette in evidenza le priorità per le imprese che chiedono, a gran voce soprattutto dal settore manifatturiero e dell’accoglienza (hotel e ristoratori) una riduzione della fiscalità energetica che in Italia è di 45 punti percentuali superiore rispetto alla media europea. E’ il settore del servizio alle imprese (27,7%) a rimarcare invece la necessità di ridurre i contributi per le assunzione di nuovi giovani a tempo indeterminato e di applicare sgravi per l’apprendistato (15%). “Si tratta di interventi – commenta Paolo Ciotti, Direttore Cna Massa Carrara – contenuti in parte nella bozza di legge di bilancio presentato lo scorso 16 ottobre e che vanno nella direzione, se saranno confermati, di rilanciare gli investimenti, nuove assunzioni e il congelamento della pressione fiscale dopo l’ipotesi dell’aumento dell’Iva che sembra superato. La base del testo è buona e asseconda le necessità delle imprese e degli artigiani. Ora aspettiamo gli esiti del dibattito per capire se il testo base rispetterà le necessità delle imprese e dei piccoli artigiani o sarà ancora un testo lontano dalla realtà del paese e del suo tessuto imprenditoriale. L’azione di Cna, dopo la fase di dialogo con il Governo per la presentazione delle nostre proposte, è quella di monitorare e di seguire passo passo l’evoluzione del testo. Quello che è oggi in discussione è un buon testo: ci auguriamo solo che non venga stravolto”.