MASSA CARRARA: MILLE ARTIGIANI IN MENO DAL 2012, PE [..]

Persa una generazione di artigiani. Sono oltre mille in meno gli imprenditori a Massa Carrara tra il 2012 ed il 2018. La fascia più fragile è quella compresa tra i 30 ed i 49 anni con 1.371 unità in meno in cinque anni. Ma anche in quella tra 18 e 29 anni la situazione è critica con 217 artigiani che mancano all’appello nello stesso quinquennio di riferimento. Lo dice l’analisi di Cna sulla base dell’ultimo rapporto della Camera di Commercio di Massa Carrara. Un artigiano su due di quelli oggi abili, arruolati ed attivi è under 50: è questa la fascia che sta dimostrando maggiori anticorpi a crisi del mercato e del lavoro. Gli artigiani che hanno un’età tra i 50 ed i 69 anni sono addirittura cresciuti in cinque anni passando da 2.613 a 3.021 mentre quelli over 70 sono cresciuti, se pur di poche unità, da 333 a 472. Non è però tutto oro quel che luccica. La medaglia ha infatti una doppia faccia. “E’ chiaro che la componente esperienza è decisiva per la sopravvivenza di un’azienda – analizza Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – perché significa aver consolidato un posizionamento sul mercato, fidelizzato il territorio e meritato la fiducia dei clienti e fornitori. Ma è altrettanto vero che per molti artigiani, che prima della crisi erano magari dipendenti di società ed aziende, è stata quasi una scelta obbligata: per continuare a lavorare hanno dovuto mettersi in proprio, aprire una posizione fiscale e rimboccarsi le maniche. Ma c’è anche una fetta, importante, che è come sparita dai radar: una parte è finita nel sommerso, una parte è disoccupata ed un’altra ha cambiato professione o mestiere. Dal 2008 in poi abbiamo perso una generazione di artigiani in una fascia molto delicata in prospettiva ed in settori strategici come quello edile e manifatturiero”.
 
Basta fare due conti per comprendere l’entità del fenomeno: nel 2012 gli imprenditori artigiani attivi erano circa 7.700, al 2018 sono 6.700 circa. “Ci sono mille unità in meno che non fanno rumore perché sono frazionati in tante piccole imprese ma se fossero un’impresa unica avrebbero avuto sul territorio, anche dal punto di vista mediatico, un impatto notevole. Non credo siano molte le aziende nella nostra provincia con mille dipendenti: ma se ci fosse e chiudesse domani lasciando a casa tutti cosa accadrebbe? E’ evidente che serve una riflessione profonda a tutti i livelli perché di questo passo tra 20 anni non avremo più imprese artigiane che rappresentano oggi l’ossatura dell’economia locale ed occupazionale. Dietro ogni piccola impresa artigiana c’è una famiglia. Dietro ogni impresa artigiana c’è una filiera. E’ questa la sfida: non cancellare la storia del nostro paese”. Secondo Cna si deve ripartire dalla formazione: “la formazione è un elemento indispensabile – conclude Bedini – per restare al passo con il mercato, la tecnologia, il marketing. Si, dobbiamo, per certi versi, tornare a studiare. Le aziende artigiane, in particolare, dovranno essere ancora più brave di quelle industriali e strutturate perché dovranno avere la capacità di cambiare direzione e strategia in corsa per intercettare mercati e clienti. E questo lo puoi fare solo se, insieme alla qualità e all’abilità manifatturiera ed artigianale che è la nostra caratteristica, abbini elementi di studio ed analisi moderni capaci di fornirti gli strumenti per orientare il tuo business. Noi siamo già pronti per far partire questa rivoluzione imprenditoriale culturale ”.