MASSA: MADE IN ITALY VS MADE IN CHINA, LA SFIDA DI [..]

Made in Italy vs Made in China. Il Compro Oro si trasforma per sfidare la crisi del commercio apuano e rispondere all’invasione di negozi e brand stranieri. E’ la sfida di Rita Boccalate, piemontese di nascita ma massese di adozione che ha deciso di cambiare pelle al suo Compro Oro, in via Vincenzo Giudice, 36 (già via Cripsi), nel centro storico, per adattarlo ad una domanda più esigente che cerca qualità, manualità, creatività e femminilità. Il suo percorso inizia a Torino, prima frequentando una scuola di moda, poi lavorando nel settore dell’abbigliamento ed infine in quello della gioielleria. Con “Artemisia”, questo il nome del laboratorio-show room che affianca l’attività tradizionale di Compro Oro, Rita punta tutto su “gioielli antichi, bigiotteria, accessori vintage ed oggetti fatti a mano con gusto, lavorando solo pietre naturali e materiali italiani”. La sua nuova creatura sarà presentata ufficialmente, a tutti, mercoledì 13 febbraio, dalle 10.30 alle 20.00. A spingerla è stata Cna con il suo Comitato di Imprenditrici guidato da Irene Serbandini: “avevo questo progetto chiuso nel cassetto da un po’ – racconta Rita – ma non sapevo da dove partire. Ho partecipato agli incontri del comitato e li ho trovato insieme a quel sostegno umano di cui avevo bisogno di altre imprenditrici e tecnico della struttura di Cna anche quell’indispensabile coraggio per buttarmi. Il commercio deve riorganizzarsi con idee e qualità se non vogliamo perdere la sfida più importante”.   Rita non intende alzare bandiera bianca ma, al contrario, provare ad offrire qualcosa di diverso in un mercato, quello apuano, dove l’omologazione avanza: “Il nostro è un paese di artisti ed artigiani – racconta la sua filosofia – che sono riconosciuti ovunque. Noi abbiamo nel Dna l’artigianalità. Appartiene al nostro patrimonio genetico: siamo i più bravi al mondo. Non posso pensare che non abbiamo gli strumenti per competere sul mercato anche del piccola retail come nel mio caso. Dobbiamo solo trasformare e modificare la nostra offerta puntando su quelle che sono le nostre caratteristiche. Non potremo mai competere sui numeri ma siamo imbattibili sull’artigianalità”.   Nel nuovo negozio di Rita, “Artemisia” (che in botanica è conosciuta anche come l’erba magica per le sue proprietà curative), in futuro ci sarà spazio anche per un laboratorio dedicato alle donne che hanno subito violenza e vogliono ricostruirsi una vita partendo dal lavoro che rende indipendenti e libere anche economicamente. Non a caso all’apertura parteciperà anche il centro antiviolenza Duna. “Il cerchio sarà chiuso quando – conclude – riuscirò a produrre e proporre al mercato prodotti di qualità realizzati solo dalle mani delle donne”. In questi ultimi anni, in particolare l’ultimo, Cna ha lavorato molto per accompagnare potenziali start-up ed imprenditrici verso la realizzazione del progetto imprenditoriale: “Il nostro è un lavoro prima di tutto sull’autostima e su un confronto aperto ed onesto. – spiega Serbandini che sarà presente all’inaugurazione – Nel corso degli incontri sono nate tante idee, così come tante sono affondate perché non percorribili o atemporali: i casi però di Rita e di Elisa ed Emanuela della Sebi Group che hanno inaugurato alcune settimane fa il loro nuovo concept store a Carrara sono molto simili: hanno semplicemente e con intelligenza adattato la loro nuova strategia al mercato con umiltà e coraggio riuscendo a conciliare famiglia e lavoro. Non è facile. Per fortuna di questi esempi nella nostra provincia ne abbiamo molti. E spero che la partecipazione, anche in questa occasione, sarà numerosa. Il nostro compito è quello di guidarli a fare meno errori possibili nella fase iniziale ed accompagnarli una volta partiti per farli crescere con politiche sindacali puntuali e convincenti”.