NAUTICA: DIPORTISTA CON IL VENTO IN POPPA (+14,2%) [..]

La diportistica apuana ha il vento in poppa e si avvia verso i livelli pre-crisi. Il 2018 è stato un anno eccezionale. La produzione di yacht è cresciuta del 14,2%. In tre anni del 43,6%. A contribuire all’impennata produttiva della nautica le richieste dall’estero per questi gioielli del Made in Italy. Le esportazioni di imbarcazioni diportistiche e sportive dal nostra Paese l’anno scorso sono aumentate, in valore, del 7,9% rispetto al 2017, per un giro d’affari di 1,8 miliardi. Numeri che valgono una fetta del commercio globale pari al 17% e il primato mondiale davanti a Olanda, Usa e Germania (dati 2016). Le Americhe si assicurano oltre il 46% delle esportazioni italiane, davanti ai Paesi europei che ne assorbono intorno al 40%. A certificarlo è l’ultima indagine di Cna sul settore della nautica presentato in occasione del salone di Viareggio. Uno studio, quello della principale associazione degli artigiani, che dipinge la ripresa forte e decisa di un comparto manifatturiero che non ha subito in alcun modo il progressivo deterioramento del quadro macroeconomico nazionale ma ha semmai registrato nel 2017 un incremento poco inferiore rispetto a quello dell’intera manifattura (+3,2% contro +3,8%). Il distretto Toscano, con Viareggio e Massa Carrara in testa, da sole valgono il 17,4% dell’intero settore ed il 21% del totale degli addetti. E più precisamente quasi 550 imprese e 3mila addetti diretti molte delle quali, e delle principali, insediate nella zona industriale apuana. Una crescita che potrebbe subire, nello specifico caso apuano, una frenata a causa del caso dell’inquinamento della falda acquifera e che potrebbe allontanare la realizzazione di un maxi investimento da 100milioni che Cna, insieme ad altri partner, era pronto a far approdare nella provincia apuana in una delle sue aree. Un investimento che avrebbe trasformato una delle sue aree in una sorta di Silicon Valley della diportistica. “Abbiamo nel cassetto – spiega Paolo Bedini, Presidente provinciale degli artigiani – un progetto che siamo pronti a mettere in campo e che prevede la realizzazione di un intero comparto della nautica, al cui interno sviluppare la realizzazione dell’opera finita, la fornitura, la sub fornitura, la progettazione, ospitando anche start-up, ed un area espositiva, una sorta di show room a terra”. Cna ha fatto già anche due calcoli: “un’area di queste dimensioni – spiega ancora Bedini – può impiegare fino a 400 addetti e mettere in modo un’operazione immobiliare da 100 milioni di euro tra infrastrutture viarie, opere edili ed impiantistiche”.  Secondo Cna un’area dedicata e fortemente specializzata, popolata da aziende top del settore anche dal punto di vista della ricerca ed anche della formazione, è destinata a garantire uno sviluppo fragoroso anche alla provincia apuana: “a fianco della filiera produttiva c’è bisogno di una filiera di professionalità. – prosegue Bedini – Queste figure non nascono sopra gli alberi ma vanno formate. E’ chiaro che per sviluppare questo progetto c’è bisogno anche di uno spazio dedicato per l’alaggio e il varo delle imbarcazioni”.  “La nautica va bene, non da oggi, ma da un paio di anni. – spiega il Presidente della Nautica di Cna, Carlo Alberto Tongiani - I nostri appelli sullo sbocco al mare sono però inascoltati. Siamo purtroppo un disco rotto. Dispiace l’assenza delle istituzioni che nonostante gli inviti a visitare i cantieri, a rendersi conto delle potenzialità del settore, salvo alcune eccezioni, nessuno si è ancora speso con caparbietà per questa infrastruttura. Niente è cambiato. Questo doppiamo registrarlo. La nautica nel frattempo è crescita con le proprie gambe senza chiedere interventi economici a nessuno ma questo pare essere un difetto più che un pregio. Questo è un progetto importantissimo che rischia di naufragare subito per i problemi irrisolti della nostra provincia che ci trasciniamo da un ventennio”. Le ultime vicende legate all’inquinamento però rischiano ora di allontanare l’asticella temporale dell’investimento: “il peso dell’inquinamento deve essere attribuito alle aziende che lo hanno provocato- spiega ancora – A noi oggi interessa avere garanzie sui tempi della bonifica e soprattutto sulle coperture economiche perché questa sarà una manutenzione straordinaria ambientale mastodontica per cui non possiamo però attendere altri 20 anni. La politica oggi deve essere più che mai concreta e realista. Cna è pronta a programmare la reindustrializzazione di alcune delle aree dell’ex Zia ma abbiamo bisogno di garanzie temporali per accendere sul futuro di questa provincia una prospettiva seria di sviluppo e crescita”.