SICUREZZA: STRADE AL MONTE COME UNA JUNGLA, VEGETAZ [..]

Strade al monte come una jungla. Alberi e vegetazione invadono la carreggiata, danneggiano i mezzi e mettono a rischio il transito dei camion da e per i bacini estrattivi.  A denunciarlo è Fita Cna che punta il dito contro una manutenzione del verde che non tiene in considerazione del fatto che i camion sono molto più alti rispetto ad una normale automobile: rovi e piante “sbattono” contro la motrice spaccando specchietti, giro faro, trombe del clacson oltre a graffi ed ammaccamenti.   La principale sigla degli autotrasportatori, la più attiva a livello locale, ha raccolto la testimonianza fotografica di decine di imprese. La problematica riguarda sia il versante di Massa, in particolare via dei Carri, la strada che porta alle cave delle Madielle, sia il versante di Carrara come nel caso della del tratto di curve prima di Bedizzano, l’incrocio tra i Ponti di Vara e la strada di Miseglia. “Nelle strade montane la manutenzione del verde deve tener necessariamente conto dei passaggi dei camion: – spiega Massimo Ricci, Presidente Fita Cna – a volte sembra di entrare in una jungla. La manutenzione è approssimativa anche se comprendiamo la difficoltà di intervenire quando la vegetazione che invade la carreggiata proviene da un terreno privato: le amministrazioni hanno però gli strumenti normativi per obbligare i proprietari dei terreni alla potatura. Incuria e vegetazione rappresentano un problema per la sicurezza non solo dei mezzi pesanti ma dei cittadini che quotidianamente sono costretti a zig zag tra piante e rovi che sporgono fino nella carreggiata se non addirittura ad invadere la carreggiata per evitarli con tutto ciò che ne consegue. Le amministrazioni devono intervenire”. Non solo vegetazione pericolosa. L’assenza di manutenzioni straordinarie nelle strade al monte continuano a rappresentare un elemento di grande criticità per il settore dell’autotrasporto. L’ultimo episodio riguarda Campo Cecina. “Sullo stato delle strade a monte – spiega ancora Ricci – abbiamo versato chilometri di inchiostro, detto e denunciato più volte la situazione.  I veicoli che trasportano marmo in blocchi ed i mezzi d’opera che effettuano trasporti dalle cave per poter circolare devono essere in possesso di un’autorizzazione degli enti proprietari delle strade il cui rilascio è soggetto al pagamento della maggior usura strade. I proventi di questa tassazione dovrebbero essere utilizzati per la manutenzione delle strade: in buona sostanza quelle tipologie di veicoli pagano ogni anno un surplus previsto dalla normativa in virtù dell’incidenza che hanno sui manti stradali. Ogni anno questa dotazione dovrebbe quindi aumentare la disponibilità che gli Enti proprietari delle strade dovrebbero utilizzare per eseguire i tanto agognati interventi di manutenzione”. Ricci prosegue: Abbiamo più volte proposto di aumentare le disponibilità finanziarie di quanto destinato dagli enti locali alla manutenzione della viabilità locale attingendo maggiormente dall’extra gettito introitato dall’estrazione del materiale lapideo oppure, in alternativa, di aumentare di un quid la tassazione sul materiale estratto creando uno specifico fondo per gli interventi di scarificazione ed asfaltatura sia al monte che al piano. La politica delle toppe sposta il problema in avanti ma non lo risolte. Ad oggi – conclude Ricci – le nostre proposte sono senza risposta come se l’esecuzione dei lavori di asfaltatura di un tratto di strada per la categoria diventi una sorta di miraggio ”.