TASSE: TAX FREE DAY PER 19MILA IMPRESE, MASSA MEGLI [..]

Gli imprenditori di Carrara dovranno lavorare un giorno in più, 212, rispetto ai colleghi di Massa (211), per saldare tutti i tributi. Il Tax Free Day, il giorno della “liberazione” per quasi 19mila imprese apuane, si avvicina: gli imprenditori di Carrara inizieranno a lavorare per le necessità proprie dal 30 luglio, quelle di Massa un giorno prima, dal 29 luglio. In aumento, rispetto al 2016, la pressione fiscale (+0,3) per entrambe le città a causa di una maggiore incidenza dei tributi da versare all’erario e all’Inps per i contributi previdenziali. Invariata, rispetto all’anno prima, l’incidenza dei tributi comunali: nel Comune di Massa hanno un peso specifico del 9,3% sul totale da versare, il 10,6% per il Comune di Carrara, 1,3 punti percentuali in più. E’ quando rivela il rapporto dell’Osservatorio sulla Piccola Impresa elaborato dal Centro Studi Cna.
 
Il rapporto evidenzia come più della metà del fatturato finisca in tributi: il 57,8% per le imprese di Massa, il 58,1% per quelle di Carrara. “La pressione fiscale – spiega Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – è ancora troppo alta in Italia con differenze anche tra comuni limitrofi. Il 70% del tempo che spendiamo in azienda, a lavoro, sottraendolo agli affetti, è destinato a coprire tutti i costi dei tributi siano essi nazionali, regionali, locali e previdenziali. A noi restano solo le briciole. La situazione dovrebbe invece essere ribaltata”. Bedini prosegue: “In qualità di imprenditori non sappiamo solo lamentarci ma sappiamo anche proporre ed il Governo ha le nostre proposte. Prima di tutto è indispensabile ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione, rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa, rivedere la tassazione Irpef, trasformare le detrazioni per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari ed attivare la neutralità fiscale per agevolare il passaggio generazionale per esempio”.
 
Non c’è solo il tema della pressione fiscale ad agitare i sonni degli artigiani. Anche l’ultimo rapporto Trend ha confermato quanto già detto, alcune settimane fa, dallo studio dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio. “Il monte fatturato delle piccole imprese evidenzia una contrazione del -3% - spiega ancora il presidente degli artigiani – con le maggiori criticità ancora per le costruzioni, dove i ricavi continuano a diminuire. Il settore sta dando segnali di cedimento e siamo molto preoccupati perché rappresenta uno degli architrave dell’economia”. Anche il macrosettore dei servizi presenta una netta contrazione dei ricavi (-3,3%), cui si accompagnano costi per retribuzioni in calo e un sostanziale equilibrio con riferimento alla spesa per consumi. In diminuzione la dinamica relativa al fatturato degli altri comparti dei servizi: - 9,8% per il commercio all’ingrosso, -5,5% per i servizi alle imprese e -3,2% per il settore delle riparazioni. “Due terzi dei settori del nostro sistema economico sono in sofferenza – conclude Bedini – e questa sofferenza non può perdurare per molto ancora. Il rischio collasso è molto vicino. Servono risposte coraggiose dai territori, attraverso gli strumenti urbanistici ed i regolamenti, e da parte del governo centrale che non può continuare a drenare risorse alle imprese o questa resterà solo una terra di mezzo”.