
NOME (codice): Duomo di Sant’Andrea
AREA SITO: 3 (Contesti Urbani e Luoghi d’Arte)

PUBBLICO

PRIVATO
TIPOLOGIA
Edificio religioso
EPOCA (antropizzazione)
Media
LUOGO
Carrara (MS)
DESCRIZIONE
Ci sono voluti tre secoli per finire questo capolavoro architettonico realizzato in marmo. Eretto probabilmente su un nucleo molto antico e dedicato a Sant’Andrea apostolo, la prima testimonianza scritta risale al 1035. É intorno a questo edificio sacro che cresce il borgo medievale di Carrara. Qui si incontrano tre strade: quella che porta verso la Lunigiana, quella che porta al mare e quella che porta verso le cave, la via Carriona, nel cui nome è evidente il riferimento ai carri che portavano i grandi massi di marmo.
Il rosone a venti raggi è il simbolo ufficiale di Carrara Città Creativa UNESCO e richiama la ruota di quei carri, trainati da 15-20 paia di buoi, che trasportavano a valle tonnellate di marmo. Ruote forti, rinforzate in ferro, fatte per durare nel tempo, tanto importanti e presenti da creare il motto della città: “Fortitudo mea in rota” ossia “la mia forza è nella ruota”.
Edificata completamente in marmo, la sua facciata e la sua architettura ci raccontano le diverse influenze e fasi di costruzione che ne coinvolsero l’esterno e l’interno in un arco di tempo compreso fra il secolo XI e il XIV. La qualità degli interventi racconta infine di come la vallata di Carrara fosse, già a partire dal 1070, meta di artisti e scultori delle più importanti scuole dell’epoca.
La collegiata fu costruita utilizzando il marmo come “cassaforma a perdere” (contenente muratura informe di pietra) con superficie in vista lavorata a scalpello (seguendo la tecnica romana continuata poi nel romanico) e fu in seguito rimaneggiato ed ampliato con elementi di stile gotico. La primitiva chiesa romanica fu infatti allungata, in epoca tardo medievale, dal lato dell’abside.
La pianta è rettangolare con tre navate e abside semicircolare. La facciata, realizzata nella seconda metà del Trecento, è caratterizzata da una bicromia (fasce di marmo bianco lunense e nero di Colonnata) tipica delle chiese pisane. Il portale principale della facciata è incorniciato da un archivolto decorato da raffigurazioni tratte dai bestiari, ed è sormontato da un grande ed elegante rosone gotico composto da colonnine radiali, una diversa dall’altra, che partono dal mozzo della ruota architettonica.
La torre campanaria, separata dalla chiesa, è alta 33 metri e fu realizzata nel Trecento, sopra un preesistente torrione. Nel quinto livello della torre si trova la cella campanaria che ospita il “castello” con il concerto costituito da quattro campane.
In un vano subito sotto la cella campanaria, sulla sommità della torre del Duomo millenario di Carrara, chiuso da una porta a due battenti, è ancora racchiuso l’antico orologio meccanico con movimento a contrappesi. Fu Pellegrino Rossi a donare nel 1820 l’allora perfetto e complesso orologio alla cittadinanza. Il sistema, totalmente meccanico e basato sulla forza impressa dal peso di tre grandi contrappesi in marmo bianco è di origine svizzera.
L’interno dell’abbazia mitrata è lungo 33 metri. La pianta è composta da una navata centrale, coperta da capriate lignee in vista, e da due navate laterali, coperte da volte a crociera. Il duomo è stato “restaurato” dopo la Seconda guerra mondiale, con l’eliminazione di alcune parti barocche. L’altare maggiore è sovrastato da un crocifisso su tavola trecentesco attribuito al pittore lucchese Angelo Puccinelli, e circondato da due grandi balaustre in marmo della seconda metà del XVI secolo. Nell’oratorio noto come “Compagnia grande”, comprendente anche un battistero, si trovano frammenti marmorei e lapidi provenienti dall’interno del tempio, due fonti battesimali quattro-cinquecenteschi e l’altare del “riscatto”, con un altorilievo di Giovanni Antonio Cybei, scultore-sacerdote settecentesco la cui sepoltura si trova ai piedi dell’altare maggiore nello stesso oratorio.
Nell’area presbiterale dell’oratorio, in fondo è la Madonna del Rosario, opera giovanile in cartapesta di Giovanni Antonio Cybei, ed ai lati sono collocate le quattordici formelle della Via Crucis in terracotta del professor Alterige Giorgi del 1960.
SERVIZI

Acqua

Corrente elettrica

Ascensore

Toilette

Accessibilità, movimentazione e logistica

Possibilità di vitto e alloggio nelle vicinanze

Maestranze in loco (LINK database)
NEI DINTORNI
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