Un imprenditore della nautica per “traghettare” gli artigiani apuani verso il congresso del 2025. È Carlo Alberto Tongiani, 67 anni, titolare di Aurora Boreale Yacht Service, il nuovo presidente di Cna Massa Carrara chiamato a lavorare in continuità e perfetta sintonia con la presidenza di Paolo Bedini che dopo due mandanti ed una proroga deve lasciare l’incarico come previsto dal regolamento dell’associazione. Tongiani, eletto all’unanimità a conferma di una coralità di scelta e visione dell’associazione, mette a disposizione della più importante forza sindacale del territorio una lunga esperienza all’interno della dirigenza e una grande conoscenza dei temi del territorio su tutti quelli del porto e della cantieristica. Già Presidente di Cna Nautica, e vicepresidente uscente, Tongiani è pronto a caricarsi sulle spalle Cna: “Ringrazio per la fiducia l’assemblea, Paolo Bedini, e non dimentico il caro amico Roberto Tonelli con ho iniziato la mia esperienza all’interno di Cna fondando la prima Cna Nautica d’Italia. – spiega il neopresidente Tongiani – Abbiamo un documento programmatico, che è quello che abbiamo presentato alle recenti elezioni amministrative, frutto di uno straordinario lavoro di condivisione e confronto con le imprese associate, che definisce e traccia la nostra linea di azione sul territorio. È quello il nostro faro. Nelle prossime settimane incontrerò i sindaci proprio per capire a che punto siamo delle progettualità in essere e delle critiche che abbiamo sollevato e sollecitato”. Tra gli obiettivi a breve raggio c’è quello del piano regolatore portuale che Cna Massa Carrara ritiene prioritario per dare risposte ad una cantieristica che sta conoscendo una stagione molto positiva e che è molto cresciuta sul territorio ma che senza sbocco al mare rischia di essere una eterna incompiuta. Poi il tema della programmazione e delle infrastrutture, intese non solo come viabilità e collegamenti, per dare “un futuro ed una prospettiva a questo territorio sia in chiave economica che turistica”, delle aree industriali che non si trovano e delle bonifiche.  “Lo scorso anno – spiega Tongiani – abbiamo ricevuto almeno cento richieste di acquisto di capannoni. Si tratta per lo più di piccoli e medie imprese artigiane che oggi sono in affitto o che vogliono ingrandirsi. Quando parliamo di programmazione parliamo anche di identificare nuove aree dove sviluppare nuovi insediamenti artigiani”. La fame di aree va di pari passo con la fame di manodopera: “le imprese sono alla continua ricerca di figure professionali come artigiani, falegnami, elettricisti. Ed uno dei settori maggiormente in difficoltà è proprio quello della nautica”.