Non soltanto grandi città e aree metropolitane. L’Italia continua a fare impresa attraverso una rete diffusa di distretti, città intermedie e piccoli territori. Una struttura produttiva policentrica che rappresenta uno dei caratteri distintivi dell’economia nazionale e che riguarda da vicino anche la provincia di Massa Carrara, dove micro e piccole imprese, botteghe, laboratori e attività artigiane continuano a sostenere occupazione, servizi e identità locale.
È quanto emerge dall’analisi dell’Area Studi e Ricerche CNA sulla distribuzione provinciale delle imprese. Nel Paese operano poco meno di 4,8 milioni di aziende, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di quattro occupati. Nell’ultimo decennio il numero delle imprese è aumentato di circa 400mila unità e quello degli addetti di quasi 2,8 milioni.
A guidare la graduatoria nazionale della propensione imprenditoriale è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano con 110,6 e Rimini con 105,5. Nelle prime posizioni figurano inoltre Firenze con 98,2 imprese, Fermo con 95,5, la Valle d’Aosta con 94,3, Padova e Lucca con 93,9, Macerata con 93,1 e Roma con 92,1.All’estremo opposto della classifica si colloca il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti, meno della metà del valore registrato a Prato. Seguono Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5, Agrigento con 58,4, Taranto con 58,8, Siracusa e Crotone con 58,9. La media nazionale è pari a 80,6 imprese ogni mille abitanti.
La geografia dell’imprenditorialità premia soprattutto le province del Centro-Nord caratterizzate da una forte tradizione manifatturiera e artigiana. Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche concentrano gran parte dei territori ai vertici della graduatoria. In questi contesti, la presenza di distretti industriali, filiere produttive consolidate, mercati locali dinamici e una cultura radicata del lavoro autonomo favorisce la nascita e la crescita delle imprese.
In questo quadro, Massa Carrara conferma una forte vocazione imprenditoriale diffusa. Secondo il Rapporto Economia 2026 della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest e dell’Istituto di Studi e Ricerche, al 31 dicembre 2025 la provincia conta 20.685 sedi d’impresa registrate e 25.524 sedi e unità locali registrate, a fronte di 186.637 residenti. Il sistema imprenditoriale locale ha chiuso il 2025 con una lieve flessione, pari al -0,1%, confermando una fase di sostanziale stabilità ma anche di progressiva trasformazione.
Il tessuto economico provinciale presenta dinamiche differenziate. Nel 2025 i servizi restano il comparto più ampio, con 12.982 imprese registrate, pari al 62,8% del totale provinciale, e una lieve crescita dello 0,1%. L’industria conta 5.682 imprese, mentre le costruzioni si attestano a 3.192 unità. Il commercio, invece, continua a mostrare segnali di difficoltà, con 5.499 imprese e una flessione dell’1,6%.
All’interno dell’economia apuana, l’artigianato mantiene un ruolo centrale. Al 31 dicembre 2025 le imprese artigiane registrate in provincia sono 4.591, pari al 22,2% del totale delle imprese provinciali. Un dato superiore alla media nazionale, pari al 21,1%, anche se inferiore alla media regionale toscana del 24,9%. Il comparto ha però registrato 265 iscrizioni e 343 cessazioni, con un saldo negativo di 78 imprese e un tasso di crescita del -1,7%.
Le costruzioni restano l’asse portante dell’artigianato locale, con 1.909 imprese artigiane, pari al 42% del totale provinciale del comparto. Seguono i servizi, con 1.645 imprese artigiane, e il manifatturiero, con 994 imprese. Proprio il manifatturiero conserva un forte valore identitario per Massa Carrara, legato anche alla lavorazione del marmo e dei materiali lapidei: nel 2025 le imprese artigiane attive nella lavorazione delle pietre sono 111, mentre il comparto manifatturiero artigiano comprende anche produzione alimentare, riparazione e manutenzione di macchinari, nautica e altre lavorazioni specializzate.
“Questa fotografia conferma che la diffusione dell’impresa non dipende soltanto dalla forza economica di un territorio – dichiara Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara –. A incidere sono anche la struttura demografica, la qualità dei servizi, l’accesso al credito, le infrastrutture, i tempi della burocrazia e la capacità di trattenere competenze. A Massa Carrara la rete delle piccole imprese e dell’artigianato continua a rappresentare un presidio economico, sociale e occupazionale essenziale, soprattutto nei comuni più piccoli, nelle aree interne e nei territori più lontani dai grandi centri”.
Per CNA Massa Carrara, i numeri raccontano un territorio che continua a fare impresa, ma che ha bisogno di essere sostenuto in modo concreto. Il calo di alcuni comparti tradizionali, la difficoltà del commercio, il ridimensionamento dell’artigianato e il tema del ricambio generazionale sono segnali da non sottovalutare.
“Le piccole imprese sono il cuore produttivo della nostra provincia – prosegue Brizzi –. Sostengono lavoro, comunità, filiere, servizi di prossimità e qualità del Made in Italy. Ma perché questa rete continui a vivere servono formazione, politiche per la trasmissione d’impresa, strumenti per favorire l’accesso al credito, semplificazione amministrativa e investimenti su infrastrutture materiali e digitali”.
La sfida, secondo CNA, non è soltanto conservare il patrimonio imprenditoriale esistente, ma accompagnarlo nel cambiamento. Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità, formazione professionale e ricambio generazionale devono diventare leve concrete per rafforzare la competitività delle imprese e la capacità del territorio di attrarre giovani, lavoro e nuove attività.




